Francia, le proposte per la fine della tutela

Francia, le proposte per la fine della tutela

Quotidiano Energia - Entra nel vivo il dibattito in Francia in vista della fine della tutela nell’elettricità, dopo la bocciatura delle tariffe regolate gas da parte del Consiglio di Stato poiché “contrarie al diritto Ue”. Il passaggio alla completa liberalizzazione dei mercati energetici transalpini, annunciato anche dal ministro della Transizione ecologica Nicolas Hulot, è l’oggetto di un libro bianco commissionato dall'associazione dei fornitori alternativi Anode con la collaborazione del centro studi Altermind a un gruppo di esperti indipendenti, tra cui l’ex presidente del regolatore Cre Philippe de Ladoucette, il professore di diritto Francesco Martucci e gli economisti David Martimort, Jérôme Pouyet e Pascal Perri.

Il libro bianco giunge alla conclusione che le tariffe regolate devono essere abolite per motivi sia giuridici che economici e nell'interesse dei consumatori. A questo scopo, si propone di sincronizzare l’eliminazione delle tariffe del gas e dell’elettricità, che dovrebbe avvenire dopo un “periodo transitorio” compreso tra 2 e 4 anni.

Più in dettaglio, il documento propone sette “raccomandazioni”: impedire la sottoscrizione di nuovi contratti per l’elettricità a tariffa regolata, lanciare una grande campagna d’informazione per incoraggiare i consumatori a scegliere un’offerta di mercato durante il periodo transitorio, imporre la condivisione dei dati al soggetto dominante per garantire ai fornitori alternativi un equo terreno di confronto, attuare misure per favorire l’abbandono della tutela da parte dei consumatori prima della fine della fase transitoria, introdurre un sistema semplice ed efficace per evitare l’interruzione della fornitura ai consumatori rimasti “dormienti” alla fine del periodo transitorio, creare un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti degli stakeholder pubblici e privati per studiare opportunità e modalità di una “tariffa di riferimento”.

La fine della tutela, ha commentato de Ladoucette, “sarà un’opportunità per i francesi, che beneficeranno di una maggiore concorrenza sui prezzi, e si inquadra in pieno negli obiettivi della transizione energetica perché favorisce lo sviluppo di nuovi servizi”.

L’aumento dei prezzi elettrici all’ingrosso, intanto, sta spingendo ulteriormente la domanda dell’Arenh, l’energia nucleare che dal 2011 Edf deve cedere ai concorrenti in forza delle legge “Nome” per l’apertura del mercato. Se nel triennio 2014-2016 le sottoscrizioni erano rimaste a livelli bassissimi risentendo di un prezzo dell’Arenh fissato a 42 €/MWh, le richieste sono salite nel 2017 a 81,4 TWh e – in base ai dati forniti oggi dal regolatore Cre – ammontano a 85,4 TWh per il 2018. A questo volume si aggiunge una domanda per l’anno prossimo di 9,2 TWh da parte dei gestori delle reti per la copertura delle perdite.

La Cre sottolinea comunque che la richiesta di Arenh è ancora al di sotto della soglia massima annua di 100 TWh fissata dal codice del’energia.

Article publié dans Ambiente & Energia, 1er décembre 2017, LIEN

Le rapport Altermind est disponible ici

 

Photo  Sven Scheuermeier 

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